Ciao Cochi…

“Cochi” con i due fratelli Vittorio e Primo.

Torino, la Juve, il Calcio, Cochi! Sentimenti IV era  “Il Portiere” colui che ha iniziato la sua carriera con una lettera… voleva giocare a tutti i costi perché sapeva di essere un predestinato come i suoi fratelli, ma con qualcosa di più, e quel qualcosa lo ha fatto diventare leggenda… l’unico “Intruso” in una Nazionale formata esclusivamente da giocatori del GRANDE TORINO. Perché lui non sfigurava accanto agli Invincibili, lui non sfigurava con nessuno. Un portiere fantastico che faceva dell’agilità il suo punto di forza. In realtà Cochi poteva giocare in qualsiasi ruolo come la sua lettera recitava… “Ho quasi quindici anni, faccio il garzone calzolaio a 15 lire la settimana, vorrei giocare. Va bene qualsiasi ruolo. Anche portiere.” Quando arrivò alla Juventus aveva fatto 22 gol con il Modena in serie B. Dotato di un intelligenza sopraffina che Brera definiva “luciferina” e di un amore infinito per questo sport. Il Calcio era il suo gioco, la sua vita. Tira i rigori, come poi faranno Rogério Ceni e Chilavert. E entra nel cuore di presidenti e tifosi. Quando lascerà la Lazio per andare al Lanerossi Vicenza il presidente lo fece solo all’ultimo giorno disponibile perché proprio non sopportava l’idea della sua squadra senza Cochi tra i pali. Se ne va una leggenda e Torino, la Juve, il Calcio… perde un pezzo di quella magia che è questo meraviglioso gioco.

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