24 > 23

A 5'24A 5'24A 5'24A 5'24Che sia così dal punto di vista matematico è lapalissiano perché proprio di matematica stiamo parlando… 
32318 > 32292 e anche questo è scontato. Ma i paragoni finiscono qui perché se 24 = Kobe Bryant e 23 = Michael Jordan per tutto il resto, e non solo, sarà sempre 23 > di qualsiasi altro numero.
Però dal minuto 7′ 36” del secondo quarto di Minnesota vs LA Lakers Bryant, infilando due tiri liberi ha uguagliato e infine superato il più grande giocatore di basket di sempre per punti realizzati nella storia della NBA.
I compagni e gli avversari corrono ad abbracciarlo, il Target Center lo invoca come si fa con le leggende. Kobe riceve il pallone della partita, saluta il pubblico, abbraccia coach Byron Scott, che è stato il suo mentore quando i Lakers lo portarono in Nba nel 1996, ben 19 stagioni fa, quando è cominciata la leggenda di quello che da ora è il terzo miglior realizzatore di tutti i tempi.
Ma il tempo dei festeggiamenti dura poco, perché c’è una partita da vincere. Kobe riprende il suo posto in campo e si rimette a sfornare punti come se questo non fosse uno dei momenti più importanti della sua carriera. Ne mette 26 alla fine, compresi 10 negli ultimi 5′, quelli su cui i Lakers costruiscono la terza vittoria consecutiva. Ora non restano che “Il Postino” Karl Malone a 36.928 e “The Dream” Kareem Abdul Jabbar a 38.387… ma non credo che Kobe si soffermerà troppo sulle cifre perché se c’è una cosa in cui 23 = 24 e 24 = 23 è la voglia di vincere sempre e comunque perché la vittoria è la loro droga.
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