La forza della semplicità

“Gaetano te lo porto io a Torino, perché questo ragazzo è diverso da tutti gli altri.” Chi parla è Achille Bertolotti che ha appena venduto un ventunenne alla Juventus di Boniperti. Le parle sono dette con un misto di commozione, dispiacere e orgoglio di padre, perché Bertolotti era uno di quei signori all’antica che hanno educazionemassima e cuor immenso. Gaetano Scirea era come lui, ma con un talento straordinario da fuoriclasse che lo avrebbe portato, in sedici anni, sul tetto del mondo. Aveva qualità fuori dal comune e non le esaltava mai al di fuori dal campo, una persona pulita che gli ha permesso di essere fuoriclasse anche nella vita. Uno stile inconfondibile, un marchio di fabrica che faceva dell’essenziale uno stile di vita. In questi giorni di immagini crude e situazioni indicibili, la bellezza di Scirea ci fa ricordare come dovrebbe essere il mondo, che ci sono strade semplici e meno amare per essere persone. La forza del suo silenzio ed il carisma dello sguardo perché “qualsiasi cosa dicesse era supportata dall’esperienza fatta in prima persona”. “Se lo dice Gai è vero!” Non so quante persone si possano fregiare di un complimento del genere. L’umiltà dei grandi spesso stona con le loro gesta ma senza dubbio le rende più vere quasi, ribaltando la storia, sia la Leggenda ad attingere dalla verità.
Ciao Gai, mio Capitano.
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