Angel-A

In una notte di pioggia mi imbatto per caso in un film in bianco e nero che si sposa benissimo con il mio umore meteoropatico. Sulle prime sto per cambiare, non sopporto l’attore Jamel Debbouze che si agita sempre troppo, in pieno stile recitativo francese, ma adoro Parigi e il vederla anche in tv, male non fa. Pian piano mi appassiono e rimango affascinato da questo piccolo capolavoro di Luc Besson (regia-soggetto-sceneggiatura) che non riesce a tralasciare il noir neanche quando parla d’amore.

La storia è quella di un perdente che salva un angelo mandato da Dio per fargli conoscere l’amore per se stesso e per gli altri. Una storia d’amore tra le vie e la notte di Parigi dove il bianco e nero della pellicola ne esaltano la parte romantica. Un inno alla vita che viene messa da parte dai problemi quotidiani nei quali ci ostiniamo a cacciarci senza renderci conto di quanto siano banali. Vivere è importante, apprezzare ogni attimo è il modo per non abituarsi al bello del mondo perché è anche l’unico modo per amare.

L’Angel-A, Rie Rasmussen calza a pennello il ruolo con un mix perfetto di umano ed etereo che è nel suo DNA ed è musa ispiratrice di questo film per il quale Besson torna dietro la macchina da presa dopo sette anni.

E’ una pellicola che fa bene al cuore e accompagna una notte di pioggia… Un uomo incontra una donna a Parigi. Punto.


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Angel-A

Regia: Luc Besson
Soggetto: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Produttore: Europa Corp., TF1, Apipoulai
Produttore esecutivo: Luc Besson
Distribuzione: 01 Distribution
Fotografia: Thierry Arbogast
Montaggio: Stéphanie Pedelacq, Frédéric Thoraval
Musiche: Anja Garbarek

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