Radio Sportiva il paradosso del successo!

Radio Sportiva è un’idea e avere un’idea è la base per ogni progetto.

Saperla portare avanti è merito della passione e della costanza che alberga nell’anima di chi sogna. Prevedere dove quell’idea possa arrivare è capacità di pochi. Sprecare talenti ed opportunità invece è peccato.

L’idea è semplice: parlare di calcio.
Ne parlano tutti, dal ragazzino al professore, passando per il disoccupato, il senza tetto, il manager e anche il Papa. Il calcio non guarda in faccia a nessuno, non fa discriminazioni di classe o di sesso ed è il bello di questo gioco. Chiacchiere da bar se volete. Inutili, sicuramente, ma che senza ombra di dubbio rispecchiano i sogni e fanno stare bene in compagnia. Una cosa banale, da italiano medio. Ma chi se ne frega.
Se poi, questa banalità, la affronti in maniera professionale, dandola in mano ad un gruppo di giovani che ha voglia e passione ma soprattutto instancabile desiderio di migliorare, dovresti prevedere che il successo sia dietro l’angolo.
Il problema allora diventa un altro. Come gestire il successo?
In meno di sei anni di attività questa radio ha raggiunto il milione di ascoltatori, perché i punti di forza del palinsesto sono il dare la voce alla gente di tutta Italia e l’educazione. Un’opinione pulita, mai fuori le righe con interventi di chi, di questo sport, scrive da anni: Luca Calamai, Carlo Nesti, Marco Bucciantini, Enzo Bucchioni, Sandro Sabatini, Xavier Jacobelli, Paolo Bargigia, Giancarlo Padovan e Lorenzo Amoruso che magari ha scritto poco ma ha giocato tanto. La gente viene stuzzicata dal poter fare domande a queste persone e gestirla, senza mai andare sopra le righe e mantenendo un certo ritmo radiofonico che non ti fa annoiare, è un arte che i vari Ronzulli, Capretti, Fabiani, Todisco, Mattei, Baffa e via dicendo fanno con maestria come se fossero nati con cuffia e microfono.

Pochi giorni fa il sesto compleanno con gli auguri di tutto il mondo dello sport e l’obiettivo dichiarato “on-air” di raggiungere i due milioni di ascoltatori. E poi…

Di colpo vengono cancellate le frequenze di Roma e Napoli. Perché??? 

Il rovescio della medaglia del successo di un gruppo editoriale è quello di non avere capito dove l’idea poteva arrivare? O magari di averlo capito benissimo e quindi spremerla fino all’ultimo per intascare senza investire? 

Già in autunno gli screzi per gli stipendi non pagati  e il desiderio, a mio parere, legittimo di veder contrattualizzate una professionalità e un impegno sempre al massimo di chi questa idea l’ha fatta fruttare. Non entro in merito, non è questa la sede, ma il risultato è comunque lo stesso. Si sprecano talenti, si sprecano opportunità e si tarpano le ali a chi, cosa sempre più rara, ha voglia di fare. Il mio ragionamento sarà poco imprenditoriale e magari da sognatore lineare e soprattutto da ignorante dell’editoria italiana, ma non c’è giustificazione materiale o non materiale allo spreco.

Fare e fare bene è un concetto elementare come il parlare di calcio, come tante cose semplici e per questo bellissime e allora perché non farlo? Diamo voce alla semplicità, diamo voce a Radio Sportiva, il paradosso del successo.

Sito web

@RadioSportiva

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