SEMPLICE

Il nuovo libro di Giorgio Terruzzi

Una storia di amicizia.

Parlare di Giorgio Terruzzi mi risulta sempre complicato, dopo averlo conosciuto lo è ancora di più. Perché questo ragazzo qui è uno che si mostra così com’è sia in quello che scrive che in quello che fa e la cosa spiazza. Parlare di filetto e Pilsner Urquel o di Alonso ha la stessa intensità e merita lo stesso approfondimento, è l’importanza di ogni sfaccettatura dell’essere che interessa.

Il suo primo libro che ho letto, dopo averlo ripetutamente ascoltato nei suoi servizi televisivi (e già lì capisci che c’è qualcosa di diverso, di colorato che attrae) è stato Il mio Dio è ateo. Una bella confessione, forse un po’ prematura per uno che aveva SEMPLICEancora pagine  e pagine da scrivere, ma perfetta per una vita che è un costume di Arlecchino per avvenimenti accaduti e profonda intelligenza dietro un sorriso pronto.

In SEMPLICE, il buon Giorgio, mi spiazza ancora una volta raccontando una storia, se volete banale, di una squadra di Rugby giovanile che in questo sport ci si ritrovano un po’ per caso ma che diventa il maestro delle loro anime. Rugby come scuola, Rugby come colla, come famiglia con un Coach che pensa prima allo stomaco (come i genitori e i nonni di una volta) a fare da chioccia e punto fermo per quelli che sembrano dei Tom Sawyer degli anni 80/90. In molte loro avventure inevitabilmente mi ci riconosco, sia per l’età, sia per l’adolescenza piena che ho avuto la fortuna di avere. Si vive insieme, si cresce insieme, si impara a non nascondersi e a chiedere aiuto. Si impara la fiducia, quella che nonostante tutto esiste e durerà per sempre anche se con il passare degli anni sembra svanire. Ciò che unisce è la semplicità dei sentimenti che è disarmante e vince il rancore e il dolore di una perdita.

Per certi versi mi ricorda Un Mercoledì da leoni per l’esaltazione dell’amicizia. Dentro però c’è tanta Milano, magari andata, ma quella affascinante e viva del secolo scorso. E poi c’è il Rugby, con le sue regole, con i suoi ruoli che sono gli stessi della vita e che partono e finiscono sempre con un abbraccio a far capire che soli non si è mai ed il bello è proprio questo.


Semplice di Giorgio Terruzzi
Rizzoli Milano, 2017

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