La trappola per l’Aquila

E-Toupeira intrappola il Benfica

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La trappola è stata messa lì, subdola come da etimologia. Piazzata in maniera magistrale e fatta scattare al momento opportuno.

L’Aquila ha sentito il morso all’artiglio, ma ha continuato a volare d’istinto fino a che la catena si è tesa e l’ha immobilizzata nell’aria piegandola al suo volere. Ora è uno sbattere frenetico di ali per riconquistare quella libertà che è diritto insindacabile, ma senza aiuto non ce la farà.

Quello sbattere le ali è proclamare un innocenza che ora è tutta da provare perché chi ha piazzato la trappola era un amico, uno di famiglia. Se l’aiuto non arriva l’Aquila muore e con lei muore un pezzo importante della storia di un Paese di confine come è il Portogallo: uno Stato ai margini dell’Europa da dove le notizie non arrivano subito anche nel 2018 anche se si tratta di calcio. Questa non è una storia questa è cronaca e lo scandalo, se fosse successo qui in Italia, avrebbe già il suo amato suffisso “opoli” che tanto ci piace per indicare il complotto e far dire ai più: Io l’ho sempre saputo! I portoghesi lo hanno invece ribattezzato E-Toupeira e riguarda il passaggio di informazioni riservate su procedimenti penali dai magistrati a un dipendente del Benfica, Paulo Gonçalves, durante le stagioni 2016-2017 e 2017-2018.

Il Benfica  rischia  dai sei mesi ai tre anni di inibizioni dalle competizioni sportive che equivarrebbe alla morte dei uno dei più famosi ed importanti Club europei. 

Non è certo questa la sede per discutere di faccende giuridiche in base a notizie che arrivano smorzate ma possiamo parlare dei sogni e delle emozioni legate alle Aquile, ai milioni di soci e parte viva del Club, al peso che questa Società ha sempre dato al suo passato e alla tradizione. Possiamo parlare della delusione dei milioni di tifosi che il Benfica ha nel mondo, possiamo parlare della strumentalizzazione che si fa sempre di questi tifosi e del modo serio di fare calcio.

Tutti vogliono vincere il bello non è il risultato ma tutte infinite emozioni del percorso che porta al risultato. Il cammino da vedere e rivedere, gli episodi, i gesti, i gol messi tutti in fila come le briciole di Pollicino. Tutte quelle briciole sono la storia e tante storie creano la leggenda. L’orco o chi per lui si è mangiato le briciole e ora quale è la strada giusta per raggiungere l’Aquila e liberarla dalla catena? Sembra un gioco, ma non lo è; purtroppo si tratta di una realtà che vorrebbe raccontare favole ma che ora come ora si ritrova a raccontare bugie e tra favole e bugie, quantunque si tratti di racconti di fantasia, la differenza è abissale.

E PLURIBUS UNUM

 

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