Ogni volta che qualcuno mi chiede da quale libro di Luca Leone iniziare, mi accorgo che la domanda è più profonda di quanto sembri. Scegliere il primo titolo non è una questione di ordine cronologico: è decidere con quale stato d’animo entrare in una storia. Per questo non esiste una risposta valida per tutti, ma esistono percorsi che funzionano meglio di altri a seconda di chi legge.
Perché il primo romanzo conta quando si incontra una voce nuova
Il primo libro che leggiamo di un autore è quello che ci insegna a fidarci della sua voce. Se il tono ci somiglia, se il ritmo delle frasi ci tiene compagnia, allora anche i titoli successivi diventano una casa in cui tornare. Se invece il primo incontro avviene con il libro sbagliato, capita di allontanarsi da uno scrittore che avremmo potuto amare.
Con il tempo ho capito che non conta promettere grandi emozioni: conta indicare la porta giusta. Un lettore che cerca un mistero non dovrebbe iniziare dalla malinconia; chi vuole perdersi nei sentimenti non dovrebbe partire dall’indagine. Per orientarsi basta conoscere i temi, il tono e il tipo di lettore a cui ogni opera parla.
Le quattro opere, raccontate per temi e per tipo di lettore
Nel mio percorso di scrittura ci sono quattro titoli, diversi tra loro ma legati da un filo comune: la complessità umana, le sfide quotidiane, le grandi passioni. Ecco come leggerli e a chi li consiglierei, senza alcuna pretesa di classifica.
Il tempo sbagliato
È il romanzo più recente, edito da Santelli Editore e disponibile su Santelli Editore, Amazon, Mondadori Store e Feltrinelli. Qui il tempo non è uno sfondo, ma un personaggio scomodo: quello che arriva prima o dopo rispetto a ciò che avremmo voluto. Lo consiglio a chi ama una narrativa contemporanea che intreccia memoria e presente, e a chi non teme le domande lasciate aperte. È probabilmente il punto di partenza più rappresentativo della mia voce di adesso.
Jack
Con Jack il registro cambia: siamo nel territorio dell’indagine. Da un lato l’indagine classica, fatta di interrogatori, perquisizioni e inseguimenti; dall’altro quella da scrivania, non meno affascinante, attraverso ricerche minuziose nei sistemi informativi. Il commissario della Polizia Postale De Giorgi e l’informatico Sullsbury, un controverso lord inglese isolatosi in una cittadina calabrese, collaborano per risolvere un caso che sembra più grande di loro. C’è la morte di un professore universitario, c’è un serial killer misterioso e inarrivabile chiamato “l’artista”, ci sono hacking, multinazionali e codici cifrati. È il libro giusto per chi vuole una corsa contro il tempo, ma anche per chi cerca, dietro il mistero, la storia di un nuovo sé.
Harlem – You write the rules
Qui il cuore è altrove, in un’altra epoca e in un’altra città. Fine anni Sessanta: Pee Wee e Joe sono due teenagers neri di Harlem destinati a entrare nella storia del basket di strada. Li unisce il basket e il Rucker Park, il playground più famoso del mondo, e li divide la strada che entrambi percorrono per fare soldi, quella del crimine. È il titolo che consiglierei a chi ama le storie di formazione, di amicizia e di riscatto, e a chi riconosce nel gioco una forma di linguaggio.
Solo come in area di rigore
Chi arriva dal calcio, e so che molti arrivano da lì seguendo i miei commenti, trova qui la porta d’ingresso più naturale. José Henrique gioca in porta nel Benfica, ma ha perso la strada. Con la prefazione di Angelo Peruzzi e nella collana Iride, il romanzo racconta un uomo solo davanti alla propria area, dove la responsabilità non si divide con nessuno. Lo consiglio a chi cerca una storia breve e intensa, capace di parlare di sport senza fermarsi allo sport.
Un percorso suggerito: da dove iniziare e come proseguire
Se dovessi indicare un solo punto di partenza, sceglierei Il tempo sbagliato: è la mia voce più matura e, credo, quella che racconta meglio cosa cerco in una storia. Da lì si può andare in due direzioni. Chi si è affezionato al tono riflessivo troverà continuità nei temi; chi invece vuole provare un registro diverso può passare a Jack per il piacere dell’indagine, oppure a Harlem per un respiro più ampio, corale e sportivo.
Se il calcio è invece il motivo per cui sei qui, parti da Solo come in area di rigore e poi torna indietro verso Il tempo sbagliato: sono due modi diversi di raccontare la stessa cosa, la solitudine di fronte a una scelta. E non c’è un ordine obbligato, perché leggere un autore è, prima di tutto, un modo di conoscersi.
In sintesi
Non esiste un unico da quale libro di Luca Leone iniziare. Esiste il libro giusto per il lettore che sei adesso: intimista e contemporaneo con Il tempo sbagliato, investigativo con Jack, corale e sportivo con Harlem, essenziale e calcistico con Solo come in area di rigore. Scegli quello che ti somiglia di più e lascia che sia la voce a fare il resto.


